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Home > Marche > Macerata è diventata la culla delle start-up

Macerata è diventata la culla delle start-up

In regione è la città che ha avuto più imprese emergenti nate nel 2021. A guidare la classifica complessiva è Ancona

Martino Pancari
13 Ottobre 2022

Macerata – Nelle Marche a fine 2021 risultavano iscritte e presenti nel registro come start-up innovative 359 imprese, pari al 2,8% del totale nazionale. Se si considerano invece le iscrizioni complessive, cioè al lordo delle imprese che nel corso della loro vita sono uscite dal registro delle start-up innovative (o per mancanza dei requisiti necessari all’iscrizione o per cessazione dell’attività), a fine 2021 il numero di start-up innovative avviate nelle Marche sale a 804, circa il 3,5% del totale.

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È il quadro fornito dal settimo Rapporto sull’imprenditorialità nelle Marche, frutto della collaborazione fra la Fondazione Aristide Merloni e il Centro per l’Innovazione e l’Imprenditorialità dell’Università Politecnica delle Marche presentato di recente a Fabriano (Ancona). Le province che mostrano la maggiore vivacità sono Macerata (77 start up di cui 33 nel 2021) e Ancona (103 di cui 31 nel 2021), seguite da Ascoli Piceno (84 di cui 24 nel 2021), Pesaro Urbino (60 di cui 20 nel 2021) e Fermo (35 di cui 13 nel 2021).

Cresce a ritmi più accentuati la quota delle imprese con oltre un milione di euro di ricavi: dallo 1,8% delle start-up costituite da meno di un anno al 6,8% di quelle con più di tre anni. Una sola impresa (la Civitanavi System) supera i 10 milioni di euro di ricavi. Anche nelle Marche, al pari dell’Italia, si osserva un rallentamento nella costituzione di spin-off universitari negli ultimi anni. A fine 2021 ce ne sono 101 di cui 35 cessati (Università Ancona 55; Camerino 30; Urbino 11; Macerata 5).

Le aree di attività principali sono servizi per l’innovazione, dell’Ict, life science e dell’energia e dell’ambiente. Nelle Marche sono presenti 2 incubatori certificati: BP Cube e The Hive. Si tratta di incubatori di natura privata che basano la sostenibilità economica sulla vendita di servizi alle start-up incubate e a terzi. L’incubatore The Hive acquisisce anche partecipazioni nelle imprese incubate.

Intanto, sono 20 le start up marchigiane che stanno presentando i loro progetti e prodotti e si stanno confrontando con incubatori, acceleratori, partner tecnologici, seguendo le dinamiche dell’innovazione aperta allo

Smau di Milano che si è aperto ieri. Al talk inaugurale e alla premiazione a Fiera Milano City ha preso parte anche il presidente di Camera Marche Gino Sabatini, anche in veste di vice presidente Unioncamere. Nello specifico si tratta della Aidapt, la Integritykey, la Iotalab, la Janux, la Next, la Revolt, la U-Sense.it, la Ve.S.T.A. srl e la Dinets srl di Ancona; La Foodoc di Fermo; La Hydorghen e VR for Care di Fano, la STE di Petriano e la Viraschutz Europe di Fermigliano (Pesaro Urbino); La Ital di Potenza Picena, la Maenne di Civitanova Marche, la Tecla di Tolentino e 3IVM di Recanati (Macerata); La Meet di Camerano, la Syeew di Jesi (Ancona).

Da segnalare che inflazione e crescita dei costi dell’energia e delle materie prime incidono sull’andamento negativo nel primo semestre 2022 nel trend di crescita delle iscrizioni di nuove attività nelle Marche: -10,5%. Mentre aumentano del 55,3% le cessazioni. Entrambi i dati sono più alti delle medie nazionali: iscrizioni -4,2%, cessazioni +8,8%.

Nelle Marche le iscrizioni avevano registrato un brusco rallentamento nell’anno 2020 (-23,9%) e una crescita altrettanto marcata nel 2021 corrispondente al 22,8% rispetto all’anno precedente. Nel caso delle cessazioni si era osservato un andamento analogo a quello delle iscrizioni con una riduzione del 20,3% nel 2020 e un incremento nel 2021 pari al 11,7% sull’anno precedente. Questo si evince sempre dai dati che sono emersi dal settimo Rapporto sull’imprenditorialità nelle Marche, frutto della collaborazione fra la Fondazione Aristide Merloni e il Centro per l’Innovazione e l’Imprenditorialità dell’Università Politecnica delle Marche.

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