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Home > Toscana > Montopoli (Pisa), “Così il bosco partecipato batterà lo smog”

Montopoli (Pisa), “Così il bosco partecipato batterà lo smog”

Tommaso Perrulli, responsabile progetti sociali di Unicoop Firenze: "A Montopoli il primo caso in Italia. In due mesi raccolti 225mila euro"

Sarah Esposito
6 Giugno 2022

Montopoli (Pisa) – Da luogo di degrado e abbandono a patrimonio naturalistico, simbolo di rinascita. Siamo a Montopoli in Val d’Arno a pochi metri dalla FiPiLi, qui da qualche settimana al rumore delle auto fa eco quello del fruscio delle foglie dei primi alberi piantati da Unicoop Firenze, tanti quasi quanto le persone che hanno contribuito alla nascita del bosco di Varramista. Ne parliamo con Tommaso Perrulli, responsabile progetti sociali di Unicoop Firenze.

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Tommaso Perrulli è il responsabile dei progetti sociali di Unicoop Firenze

A Montopoli sorgerà il primo bosco partecipato d’Italia. Cosa vuol dire?

«Un bosco può essere partecipato quando alla sua realizzazione e alla sua fruizione possono prendere parte tutti i cittadini. Questo è quel che è successo e che succede nell’area di Montopoli che Unicoop Firenze ha recuperato e da allevamento intensivo ha trasformato in polmone verde. Per Unicoop Firenze il valore della partecipazione è molto importante: dal patrimonio storico artistico alla tutela dell’ambiente la Cooperativa ha sempre promosso raccolte fondi che mettessero al centro soci e cittadini. Al crowdfunding ’Abbraccia un albero’ in 2 mesi hanno partecipato in 5mila e sono stati raccolti 225mila euro».

In che modo la partecipazione aumenta la consapevolezza?

«Tutte le nostre iniziative coniugano la partecipazione concreta, la sensibilizzazione e la presa di consapevolezza. Per questo preferiamo raccogliere tanti piccoli contributi, a cui affianchiamo un investimento della Cooperativa, perché significa che ogni donatore ha compreso e appoggiato il valore del nostro progetto».

Si parla sempre più di città intelligenti, può la tecnologia coesistere col concetto di comunità e partecipazione?

«Sicuramente sì. Gli strumenti più avanzati sono una ricchezza che può essere funzionale allo sviluppo di nuove modalità di interazione e partecipazione. Lo abbiamo visto, nostro malgrado, con la pandemia. Abbiamo adottato da qualche anno la formula dei crowdfunding che uniscono online ed offline: così oltre a valorizzare le iniziative delle sezioni soci e le attività sul territorio, abbiamo aggiunto l’opportunità di conoscere i nostri progetti e donare anche da più lontano. In tutti i casi, per noi è fondamentale sollecitare una risposta, dal basso, condivisa, che ci metta in gioco».

Il bosco di Montopoli può essere replicato?

«Spesso su tematiche ambientaliste, ma non solo, Unicoop Firenze ha fatto da apripista. Pensiamo alla decisione di togliere la plastica dagli scaffali, prima che lo imponesse la legge, ad esempio. Su Montopoli abbiamo fatto lo stesso ragionamento: se l’unico antidoto al riscaldamento climatico è la piantagione di milioni di alberi, noi iniziamo. Unicoop Firenze ha dato il via, i soci ci hanno seguito. Auspichiamo che altri ci ’copino’ quanto prima!».


Nei prossimi 10 anni 170 tonnellate di Co2. Grazie al piano si prevedono importanti benefici per la qualità dell’aria

Le nuove piante messe a dimora, oltre 3000 fra alberi, siepi e arbusti, si stima che saranno in grado tra 10 anni di fissare 170 tonnellate di Co2 e di altri inquinanti (polveri fini, ossido di azoto), con importanti benefici per la qualità dell’aria, che aumenteranno esponenzialmente con il passare del tempo. Un progetto che vuole restituire un’area alla comunità, bonificata e arricchita dell’elemento naturale.

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