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Home > Emilia Romagna > Ferrara, delizia ritrovata grazie agli archeologi volontari

Ferrara, delizia ritrovata grazie agli archeologi volontari

Saranno squadre composte da decine di studenti e cittadini a condurre i lavori di recupero dello storico fabbricato distrutto da un incendio nel 1632

re. fe.
17 Ottobre 2022

Ferrara – Saranno squadre composte da decine di studenti e volontari a condurre i lavori – il prossimo 20 ottobre – alla ricerca dell’antica delizia estense scomparsa (a seguito di un incendio, nel 1632) di Belfiore, nell’area, di circa un ettaro e mezzo, a nord ovest dell’ultimo tratto di corso Ercole I d’Este, nella zona che fu anche di Santa Maria degli Angeli, anch’essa scomparsa.

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Il progetto di archeologia partecipata è promosso da Comune (che, a tal fine, ha già deliberato uno stanziamento di 37.500 euro) Soprintendenza, Gruppo Archeologico Ferrarese (Gaf), con la collaborazione di Provincia e Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara.

Per partecipare – è stato precisato nel corso di un incontro ‘preparatorio’ in sala dell’Arengo di palazzo Municipale – è necessario iscriversi al GAF, passaggio fondamentale – ha sottolineato la presidente Letizia Bassi – perché garantisce, nel costo di iscrizione (20 euro), anche la copertura assicurativa. Il costo di iscrizione coincide praticamente con il costo dell’assicurazione (per contattare il Gaf vedi box). Gli studenti coinvolti – dei licei ‘Roiti’ e ‘Ariosto’ – condurranno invece la loro attività nell’ambito delle convenzioni tra Ministero e gli stessi istituti, per la formazione sul campo.

A dare il benvenuto e a ringraziare tutti gli interessati e i prossimi volontari – ieri a palazzo Municipale – è stato l’assessore Marco Gulinelli: «Una comunità si mette sulle tracce delle proprie radici, il contributo che oggi giovani e cittadini danno alla scoperta storica è straordinario ed è, esso stesso, un fatto di portata storica, dopo secoli dalla distruzione di Belfiore», ha detto, mentre l’assessore Dorota Kusiak ha posto l’accento sul «grande valore innovativo e formativo del progetto, che offre una straordinaria opportunità di coinvolgimento attivo degli studenti in attività che li aiutano a conoscere il nostro patrimonio culturale e a sviluppare competenze nell’ambito archeologico».

Come ha spiegato la funzionaria del Ministero della Cultura Chiara Guarnieri, la prima campagna di scavi in partenza il 20 ottobre avrà una durata di cinque settimane, al termine delle quali si procederà con l’elaborazione dei contenuti e dei materiali raccolti. Il lavoro di cittadini e studenti è stato preceduto da rilievi preliminari con magnetometro e georadar, condotti da un’equipe internazionale di professionisti.

«Da queste prospezioni geofisiche è emersa la presenza di strutture sotterranee probabilmente riconducibili alle mura dell’antica delizia, soprattutto nelle aree nord e sud-est. Da qui partiremo, contando di trovare i primi resti già all’incirca mezzo metro sotto terra. L’obiettivo è confrontare la pianta di Belfiore di Giovan Battista Aleotti (conservata nell’archivio Borromeo dell’Isola Bella) e le risultanze del precedente intervento di scavo – in occasione dei lavori per la palestra scolastica – con i nuovi ritrovamenti, così da ricostruire la planimetria dell’area».

«Ogni passaggio – ha spiegato Flavia Amato, archeologa professionista e coordinatrice dei lavori – sarà documentato, quotidianamente, sia con il drone, sia con mappe realizzate dagli studenti, in scala, a mano».

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