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Home > Marche > Depuratori, svolta verde nelle Marche: sul piatto quattro milioni

Depuratori, svolta verde nelle Marche: sul piatto quattro milioni

Via libera dell’Aato 3 ai progetti di Apm, Astea e Atac per rinnovare gli impianti. Alta tecnologia per trattare i fanghi: risparmio energetico e meno inquinamento

Franco Veroli
24 Aprile 2022
Il presidente dell’Aato Montemarani tra l’ingegnere Nardi e il direttore Principi

Il presidente dell’Aato Montemarani tra l’ingegnere Nardi e il direttore Principi

Macerata – Sono quattro i progetti che l’Aato 3 ha approvato, per un importo complessivo di circa quattro milioni di euro, delegando i gestori del sistema idrico a presentare le proposte di finanziamento nell’ambito del Pnrr. Si tratta di opera tecnologicamente innovative e con il comune scopo di ridurre l’impatto ambientale. Per quel che concerne l’Apm di Macerata, il progetto più importante riguarda la realizzazione di un impianto di essiccamento solare dei fanghi disidratati nel depuratore di Sarrocciano.

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È prevista una serra solare (80 metri di lunghezza per 26 di larghezza, per un superficie complessiva di 2.080 metri quadri) per l’essiccamento dei fanghi in uscita della sezione di disidratazione del depuratore. Il cuore dell’essiccatore solare, ospitato all’interno di una serra tecnologica opportunamente dimensionata (2.500 tonnellate all’anno di fango disidratato da essiccare), è l’apparato di rivoltamento, che frammenta e trasporta il fango.

Si tratta di una soluzione impiantistica in grado di garantire una sensibile diminuzione del contenuto di acqua nei fanghi, consentendo di passare da fanghi disidratati con il 26% di sostanza secca a un tenore di secco finale pari al 76% circa (media annuale), con conseguente riduzione da circa 1.800 tonnellate all’anno di fanghi da inviare a smaltimento e recupero a circa 60 tonnellate all’anno. Il risparmio di costi è quantificabile in 200 mila euro all’anno, al netto dei (ridotti) consumi energetici del nuovo sistema. L’importo previsto è di due milioni di euro.

Un altro progetto è quello per la trasformazione in fertilizzanti dei fanghi di linea del depuratore di Villa Potenza, con abbattimento dell’impatto odorigeno del trattamento (potenzialità: mille tonnellate l’anno). Il prodotto finale è un fertilizzante utilizzabile direttamente in agricoltura, che fornisce al terreno sostanza organica, calcio e zolfo. Importo previsto: poco più di un milione di euro.

Per quanto riguarda l’Astea di Recanati, invece, il progetto prevede la realizzazione di un impianto di bioessiccamento dei fanghi biologici urbani nel depuratore di Santa Maria in Potenza a Porto Recanati. Il progetto consiste nell’installazione di un sistema di bioessiccamento (BioDryer) dei fanghi a valle dell’attuale filiera di trattamento, che opererà sul fango disidratato in uscita dalla centrifuga, allo scopo di ridurne il volume mediante essiccamento. È previsto l’impiego di un sistema modulare, dimensionato per avere una capacità iniziale di trattamento pari a mille tonnellate l’anno di fango (50% circa della produzione), per un importo di quasi un milione.

Infine, l’Atac di Civitanova ha presentato un progetto che riguarda i lavori per l’ammodernamento dei macchinari dell’impianto di cogenerazione e dei relativi accessori, nella sezione di essiccamento dei fanghi (capacità di trattamento 3.600 tonnellate l’anno), del depuratore consortile di Civitanova, che tratta i reflui prodotti nello stesso Comune e provenienti dai Comuni di Montecosaro e Morrovalle (Ato 3), oltre che dal Comune di Sant’Elpidio (Ato 4). L’importo previsto è paria a 850 mila euro.

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