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Home > News > «Le città devono accelerare verso la mobilità green»

«Le città devono accelerare verso la mobilità green»

L’inquinamento è tornato ai livelli raggiunti prima del Covid. L’obiettivo deve essere la decarbonizzazione dei trasporti

Giulia Prosperetti
9 Maggio 2022

L’Italia deve accelerare nell’attuazione di politiche e investimenti per la decarbonizzazione dei trasporti e la mobilità sostenibile. Ad oggi quello della mobilità è uno dei settori più inquinanti nel nostro Paese e le conseguenze di tale inquinamento hanno un impatto diretto sulla qualità dell’aria delle nostre città e, dunque, sulla salute dei cittadini.

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Dopo aver superato la fase acuta della pandemia sono tornati gli stessi problemi di mobilità pre-covid, con la crescita del traffico veicolare privato combinato alla crisi e debolezza del trasporto pubblico. Gli unici elementi positivi sono la crescita della mobilità attiva, l’estensione del lavoro agile e la tenuta dei servizi in condivisione. In pratica il sistema dei trasporti italiano, in particolare quello urbano e locale, ha mostrato tutte le sue criticità evidenti. L’auto resta una protagonista, anche se in diverse città il suo utilizzo ha continuato ad essere limitato dallo smart working.

Questo lo scenario che emerge del Rapporto ‘MobilitAria 2022’, realizzato da Kyoto Club e dal CNR-IIA, in collaborazione con Isfort, nell’ambito della campagna europea Clean Cities, che analizza i dati della mobilità e della qualità dell’aria al 2021 nelle 14 città metropolitane italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Reggio Calabria, Torino, Venezia. Se parliamo di CO2, l’andamento delle emissioni totali dal 1990 al 2019 è stato differente fra le varie Città Metropolitane: in alcuni centri si registra una tendenza decrescente, in altre stabile o in altre ancora crescente come per la città Bologna (+30%) nell’ultima decade.

Nelle 14 Città Metropolitane, per i gas serra si evidenzia il peso enorme dei trasporti stradali sul totale (mediamente dal 30% al 60%) e di questo segmento l’automobile ne determina in genere almeno due/terzi. In particolare, nelle aree metropolitane di Milano, Bologna, Firenze, Genova e Venezia, in cui ricadono importanti arterie autostradali e/o tangenziali, si osservano i valori percentuali più alti determinati contributo dei veicoli commerciali pesanti e autobus (19% – 28%). Considerando le emissioni pro capite di CO2 relative al settore trasporti su strada emerge che le città con i valori più alti sono Bologna (2.383 kg/anno) e Firenze (2.055 kg/anno), a cui seguono Venezia (1.953 kg/anno) e Genova (1.883 kg/anno).

Per quanto riguarda alcune componenti di quello che definiamo comunemente ‘smog’ quasi tutte le città registrano una crescita rispetto all’anno 2020 delle concentrazioni di NO2 e diverse città continuano a superare più di 35 volte il limite giornaliero del PM10 nell’arco di un anno. La situazione più critica si riscontra anche nel 2021 come nel 2020 nella città di Torino (75 superamenti), seguono Milano con 61, Venezia e Catania (50 entrambe).

In tale quadro – come rileva il recente rapporto del Mims sulla decarbonizzazione dei trasporti – l’obiettivo deve essere quello dell’elettrificazione dei veicoli. «L’elettrificazione dei veicoli – evidenzia il Mims nel report – comporta una rilevante riduzione delle emissioni con una limitata realizzazione di nuove energie rinnovabili. Basti pensare che, già con il mix energetico attuale, la sostituzione dei veicoli a combustione interna con veicoli elettrici comporterebbe per l’Italia la riduzione delle emissioni del trasporto leggero su strada del 50%».

Walter Vitali
Walter Vitali, coordinatore Gruppo di lavoro Asvis Goal 11

«Per comunicare e rendere comprensibile ai cittadini lo stato dell’arte della propria città circa gli obiettivi di sviluppo sostenibile l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – come ha spiegato Walter Vitali (nella foto), coordinatore Gruppo di lavoro Asvis Goal 11 in occasione del secondo digital panel di QN Città Future – Asvis ha avviato una sperimentazione basata su un sistema multilivello in cui ogni Comune si impegna a pubblicare sui propri siti i dati e ad associarli con le proprie politiche».

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